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L'allevamento Foscalberto ha radici storiche. Una passione che probabilmente ha un tratto "genetico”. Mio nonno, che apparteneva a una nobile famiglia toscana, era un appassionato cinofilo, improntato sui cani da caccia: I Setter Inglesi. Non una famiglia di allevatori, ma di grandi appassionati. Quando sono nata, mio nonno era mancato, ma mi aveva lasciato il suo ultimo Setter Inglese, di nome "Firpo", il quale, accondiscendeva di farsi "cavalcare" da una neonata. È lì che probabilmente è nato l'imprinting. Cresciuta in una grande città, Milano, ho sempre amato gli animali. Dopo tante insistenze riuscii a farmi regalare da mio pa-dre un barbone nano nero di nome "Alex", era il 1968. Poco tempo dopo, agli inizi degli anni '70, arrivò dall'Inghilterra uno dei primi toy, allora taglia non ancora riconosciuta, di nome "Milord". Fin da bambina la gioia più grande era quando mi recavo in Toscana, la casa di famiglia, in campagna dove i contadini di mio padre crescevano mucche, polli e conigli. La mia voglia e desiderio cinofilo era in continua evoluzione. Agli inizi degli anni '70 arrivò "Peter", un altro compagno di vita, un piccolo yorkshire. Nel 1975 conobbi l'uomo che sarebbe diventato mio marito, il quale, pur essendo medico, era appassionato di cani. Insieme a lui conobbi Luciano Agnello, Mario Querci e con loro i Mastini Napoletani. Successivamente arrivò anche una coppia di San Bernardo: "Bern e Funny del Soccorso". Quella fu la svolta che mi portò a trasferirmi stabilmente in Toscana, più precisamente nella casa di campagna, una delle proprietà di famiglia, che mi permise, grazie allo spazio disponibile di dar ampio sfogo alla passione cinofila. Fu così che i barboni, da sempre compagni di vita, si contrapponevano ai molossi, i quali, trascorrevano la maggior parte del loro tempo in giardino. Inevitabilmente tutto ciò è stato condiviso con i miei figli. In particolare, Beatrice, durante il suo cammino ha scelto e riscelto quelli che lei chiama i suoi "bambini", seguendomi in questa "follia" cinofila. "Follia" perché è una continua ricerca del miglioramento della razza e della perfezione, seppur, impossibile da avere in natura. La possibilità della continuità, grazie all'amore e passione riversata da mia figlia mi ha dato e dà maggior impulso. Oggi i suoi studi da Esperto Giudice ENCI, specialista in barbone, ci permette di poterci confrontare quotidianamente su pregi e difetti di questa splendida razza.